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Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli (PRIA)


- rivolto a proprietari privati e pubblici
- sviluppo di attivita' agricole e agrituristiche
- modifica destinazione d’uso in residenziale
- riqualificazione ambientale e paesaggistica
- accordo con ONLUS per attivita' sociali
- co-housing

A Roma oltre 10.000 vecchi manufatti agricoli, un vasto patrimonio agricolo che lentamente va degradandosi, popolano la campagna romana: casali, fienili, stalle, granai, silos

Il Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli dismessi o sotto-utilizzati (PRIA) si rivolge sia agli enti pubblici che ai privati "già proprietari di immobili ad uso agricolo sul territorio dell'Agro Romano".
Sarà possibile aderire al bando presentando una "manifestazione d'interesse"
Il Comune semplificherà le procedure per le autorizzazioni e i cambi di destinazione d'uso.

Questi i tipi di proposta che enti e privati possono presentare al Comune:

- Sviluppo dell'agricoltura: razionalizzazione delle attività esistenti, creazione di nuove aziende, innovazioni tecnologiche, servizi ai residenti.

- Recupero di fabbricati agricoli per uso residenziale:
il 60% degli alloggi dovranno pero' essere dati in affitto a canone concordato con il Comune per dieci anni, dopo di che torneranno a canone libero

- nuove attività agrituristiche, che potranno essere affittate al Comune a canone concordato per un periodo massimo di 100 gg./anno alle vittime di calamità

- Riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio:
risanamento e sorveglianza del territorio agricolo, restauro dei manufatti di pregio storico-artistico e dei giardini storici; rimboschimento dei terreni improduttivi

- creazione di "isole ecologiche" per il deposito temporaneo di rifiuti ingombranti (al posto delle discariche abusive);

- installazione di apparecchiature per la connessione internet.

- Recupero di fondi improduttivi o abbandonati per finalita' sociali:
accordi con associazioni onlus per usare vecchi edifici a fini assistenziali; programmi di lavoro e integrazione per gli immigrati;

- riuso di manufatti e terreni a scopo didattico, di assistenza (a bambini, anziani e disabili) e per attività agricole di reinserimento;

- progetti di co-housing, ovvero insediamenti composti da case private e da spazi comuni e condivisi come cucine, laboratori, ambienti per il gioco dei bambini, piscine, biblioteche…;

- nuovi canili attrezzati.

Il Comune sceglierà le proposte in base ad una serie di priorità.
Queste le principali: creazione di posti di lavoro, inserimento dei giovani, maggior numero di addetti impiegati nel progetto, riconversione delle colture (meglio il biologico), uso di eco-tecnologie e impianti autonomi ad energia rinnovabile (solare termico, fotovoltaico…).

Per ricavare abitazioni da edifici fatiscenti, il Comune agevolerà i cambi di destinazione d'uso, senza aumento di cubatura; ma – specifica l'assessore Antoniozzi – se un ente o un privato "vorrà trasformare il suo casale in un complesso di appartamenti, per farlo dovrà necessariamente dare il 60% delle case in affitto a canone concordato al Comune per dieci anni".

Per inviare al Comune le proposte di riuso dei casali abbandonati ci saranno tre mesi dalla pubblicazione del bando.

consegna entro il 1 Febbraio 2010



normativa edilizia


PRIA avviso pubblico

LINK UTILI


- III dipartimento

- Estratto Bando

- Bando (Allegato A)

- Disciplinare (Allegato B)

- Carta dell'Agro (Allegato C)

- Delibera Giunta n. 288-23/09/2009
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